CONCLUSIONI E RACCOMANDAZIONI
 
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Città del Messico, 4 giugno 2006

1. La Commissione ritiene comprovato che nell'operativo poliziesco realizzato in data 3 e 4
maggio ci sia stato, da parte della polizia, un uso eccessivo della forza, contrario ai principi di proporzionalità, razionalità ed assoluta necessità che dovrebbe guidarla. Non sono stati rispettati gli standard internazionali di tutela dei diritti umani.

2. Per questo motivo, la Commissione ritiene che le forze di polizia non abbiano operato nell'ambito dello Stato di diritto, come disposto dalla Costituzione Politica degli Stati Uniti Messicani, dai trattati internazionali sottoscritti e ratificati dal Messico e dalle leggi e regolamenti applicabili.

3. La Commissione ritiene che gli abusi della polizia abbiano rappresentato una grave violazione di massa dei diritti umani, che si è tradotta in una serie di presunti fatti criminali come detenzioni illegali, distruzione ingiustificata di abitazioni, la morte di una persona, un'aggressione il cui risultato è una morte cerebrale, azioni di tortura, molteplici aggressioni fisiche, verbali e morali, gravi attentati alla libertà sessuale (compreso lo stupro), violazione dei diritti legali dei detenuti, tra molti altri.

4. La Commissione considera che la maggior parte delle donne aggredite e/o arrestate ad Atenco siano state oggetto di gravissime aggressioni sessuali di diverso tipo, che possono essere descritte come tortura sessuale. L’assistenza medica ricevuta dalle donne dal loro ingresso nel centro penitenziario di Santiaguiro è stata praticamente inesistente fino ad oggi. Ciò è particolarmente grave trattandosi di persone vittime di aggressioni sessuali e maltrattamenti continuati. Allo stesso modo, la commissione considera che esistano seri dubbi sulla forma in cui sono state documentate le aggressioni sessuali sofferte dalle donne, tanto all’interno del centro penitenziario, come da parte delle differenti autorità che le abbiano visitate.

Fino ad oggi, non è stato offerto alle donne vittime di violenza sessuale nei fatti di Atenco nessun tipo di assistenza specializzata, né medica, né psicologica, né sociale, che possa aiutare a riparare i gravi danni causati.

Raccomandiamo l’esigenza di costituire un sostegno medico, terapeutico e sociale per tutte le donne che hanno sofferto aggressioni.

Raccomandiamo l’esigenza di stabilire con urgenza modalità di protezione per tutte le donne aggredite sessualmente e, in special modo, per quelle che hanno presentato denuncia o lo faranno.

Denunciamo le difficoltà vissute da quelle donne desiderose di presentare le proprie denunce per le aggressioni sessuali e la mancata attenzione da parte delle istituzioni, come nel caso della negazione delle loro testimonianze.

5. La Commissione ritiene che l'ammissione da parte delle stesse autorità di eccessi o abusi da parte della polizia, non implica una sufficiente assunzione delle responsabilità da parte dello Stato. Dovrebbero essere identificate, processate e sanzionate le autorità federali e statali che, per omissione o per azione, hanno partecipato all'elaborazione o pianificazione dell'operativo così come della sua esecuzione.

6. La Commissione ritiene che le prime misure relative all'assunzione di queste responsabilità dovrebbero essere: 1) la sospensione immediata del Commissario Generale dell'Agenzia Statale di Sicurezza, il sig. Wilfrido Robledo Madrid, così come del comandante David Pintado Espinos, massimo responsabile di polizia dell'operativo della polizia statale; 2) la sospensione immediata del responsabile dell'operativo della Polizia Federale Preventiva, l'incaricato Alejandro Eduardo Martínez Aduna, e del Capo di Stato Maggiore, il Generale di Brigata Ardelio Vargas Fosado.

7. La Commissione ritiene che le gravi violazioni dei diritti umani descritte in questa Relazione siano conseguenza diretta del problema strutturale di impunità di cui hanno goduto, storicamente e fino ad oggi, gli agenti dei diversi corpi di sicurezza messicani nell'esercizio della loro funzione pubblica. In questo senso, la Commissione ritiene che sia imprescindibile la promozione immediata delle riforme legali necessarie per perseguire con maggiore efficacia i crimini commessi dagli agenti di polizia così come appurare le responsabilità dei loro superiori gerarchici. In futuro si deve sradicare qualsiasi situazione di impunità.

8. La Commissione ritiene che si debba dotare il sistema giuridico degli strumenti idonei per implementare gli standard internazionali in materia di uso della forza e delle armi per garantire il rispetto dei diritti umani. Nello stesso tempo, deve essere evitato di incorporare membri dell'Esercito Messicano in operazioni di polizia.

9. La Commissione ritiene che si debbe procedere con la maggiore diligenza e celerità possibile alla verifica e chiarimento dei fatti accaduti in Atenco. In questo senso, la Commissione esprime la sua preoccupazione giacché l'inizio della campagna elettorale sta provocando un ritardo ingiustificabile nell'investigazione e perseguimento degli agenti di polizia responsabili delle violazioni dei diritti umani descritti in questa Relazione.

10. La Commissione ritiene necessaria l'immediata scarcerazione delle persone arrestate e ancora detenute nelle prigioni di "Santiago" e "La Palma", in base al principio della presunzione di innocenza. Ugualmente, considera improrogabile la revoca dei provvedimenti di espulsione nei confronti delle persone straniere fermate nell'operativo di polizia.

11. La Commissione esorta tutti gli attori politici, la società civile in generale ed in particolare le organizzazioni in difesa dei diritti umani, tanto nazionali quanto internazionali, ad esercitare, nella loro posizione di garanti della democrazia, una funzione attiva di controllo e supervisione dell'operato dei poteri pubblici come garanti della democrazia. In questo senso, la Commissione comunica il suo impegno a continuare il lavoro di osservazione civile iniziato, e a tale effetto pensa di stabilire una commissione permanente che verificherà l’applicazione delle raccomandazioni. Allo stesso tempo, la Commissione ha messo in moto i meccanismi di protezione internazionale dei diritti umani, in concrete comunicazioni urgenti alla Commissione Interamericana dei Diritti Umani e diversi Relatori Speciali delle Nazioni Unite. Infine, consideriamo i fatti denunciati nella presente ancora più rilevanti per il fatto che il Messico ostenti attualmente la presidenza nel Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite.

12. La Commissione ritiene che esista un insieme minimo di misure di risarcimento dei danni individuali e collettivi causati che dovrebbero essere adottate in modo immediato. Le misure di risarcimento dovrebbero essere concordate con le vittime e, come minimo, seguire la giurisprudenza stabilita dalla Corte Interamericana dei Diritti Umani per situazioni simili alla presente:

- Risarcimento morale. Restituzione dell'onore delle vittime e del danno inflitto alla loro immagine privata e pubblica attraverso il riconoscimento ufficiale del trattamento ingiusto e vessatorio ricevuto e del danno provocato per il fatto di essere considerati delinquenti.

- Risarcimento psicologico delle persone colpite. Predisporre tutte le misure affinché la comunità nel suo insieme e le persone e famiglie colpite in questione ricevano l'assistenza medica e psicologica adeguata da parte di professionisti di loro fiducia per tutto quanto sia necessario. Questo è particolarmente rilevante per ciò che riguarda l'assistenza psicologica o psichiatrica dove è basilare che le vittime possano confidarsi liberamente con chi li assiste nelle terapie.

- Risarcimento del danno comunitario attraverso programmi di ricostruzione del tessuto sociale. Questi non devono, in nessun caso, trasformarsi in strumenti di divisione e confronto attraverso programmi o sistemi di aiuto condizionato o di pressione per mezzo di falsi consensi, per cui si raccomanda il monitoraggio degli stessi da parte degli organismi indipendenti a carattere nazionale o internazionale.

- Risarcimento economico. Compensazione per i danni subiti in conseguenza della violenza (economici, istruzione, salute o altri) ed in particolare quelli derivati dalla perdita del lavoro come conseguenza degli atti di violenza compiuti o delle successive vessazioni.

- Risarcimento legale. Procedure giudiziarie per la punizione dei fatti stabiliti legalmente come criminali. Senza una giustizia reale ed effettiva, qualsiasi misura riparatrice è parziale.

- Risarcimento sociale. Articolare i meccanismi che garantiscano che non esistono limitazioni all'uso della cittadinanza, alla partecipazione sociale e politica individuale od organizzata della popolazione di Atenco. La ricostruzione sociale di Atenco passa, inevitabilmente, dalla partecipazione attiva e concreta dei suoi cittadini nella vita comunitaria.

- Risarcimento storico. Riconoscimento della verità storica che permetta la creazione di una memoria collettiva che prevenga situazioni simili in future.

13. Il ristabilimento della convivenza è un processo complesso che va molto oltre la ricerca della verità o la giustizia per trovare in ultima istanza le cause originali del conflitto. Con molta frequenza queste hanno radici in ragioni strutturali (povertà, disuguale accesso alle risorse, assenza di accesso reale ai canali di partecipazione politica, ecc.). In questo senso il principale strumento riparatore per il popolo di San Salvador Atenco e la principale domanda raccolta ripetutamente nelle interviste realizzate con gli abitanti, è quella di risolvere le cause originali del conflitto analizzate in questa relazione. Per questo, risolvere in maniera giusta ed adeguata le rivendicazioni nell'assistenza all'istruzione o alla salute, la viabilità e le opere pubbliche o la gestione degli spazi pubblici, per citare alcuni degli elementi più noti, sono, senza alcun dubbio, il principale elemento riparatore.

Commissione Civile Internazionale di Osservazione per i Diritti Umani in Messico
Città del Messico, 4 giugno 2006

Telefono (0052) 55785563
Cellulare (0052) 044 55 32758122
E-mail: cciodh@pangea.org
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